> La Corte della Luna

Moonlight Shadow

Lei, falco di giorno. Lui, lupo di notte. Hanno solo il tormento di un breve istante, al sorgere ed al calar del sole, quando possono quasi toccarsi... Sempre insieme, eternamente divisi...Finché ci saranno il giorno e la notte... [LadyHawke]

 

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Sussurri di Dama

..I due furono traditi. Avevano lo stesso confessore, un prete sciocco e debole, che un giorno, ubriaco, confessandosi al suo superiore, commise un peccato mortale: rivelò il patto segreto degli innamorati al Vescovo. Quel vecchio stolto non capì quanto terribile sarebbe stata la vendetta del Vescovo. Sua grazia sembrava impazzito: perse la santità e la ragione. Giurò che se non l'avesse avuta lui, nessun altro l'avrebbe avuta mai. Così Navarre e Isabeau fuggirono da Agijon. Il Vescovo li inseguì, senza tregua, sempre alle costole, più ostinato di un segugio. Un uomo malvagio e potente, odiato e temuto, respinto perfino da Roma stessa. Egli evocò tutti i poteri delle tenebre, pur di riuscire a dannare gli innamorati. Nella sua furia e frustrazione stipulò un orribile patto... col diavolo stesso. Le potenze infernali profferirono una maledizione terribile, che tu hai visto realizzarsi: di giorno Isabeau è il bellissimo falco che tu hai portato qui da me, e di notte, come hai già capito, la voce del lupo che si ode è il grido di Navarre. Povere creature senza più il ricordo della loro semivita umana e che non possono mai sfiorarsi. Hanno solo il tormento di un breve istante, al sorgere e al calar del sole, quando possono quasi toccarsi... ma neanche.

..Sempre insieme, eternamente divisi.

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Le immagini della Corte sono prese dal web e la Dama non ne conosce gli autori. Non è sua intenzione contraffare alcunchè, esse occorrono soltanto a rendere ancor più chiaro il pensiero espresso. Che possano essere per il lettore lieta fonte di sogni, così come lo sono per la Bianca Signora che ivi dimora.


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Immagini di me

 

 

 

 

31/10/2003

Per festeggiare la nuova veste...

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 22:23
Sogna con me... commenti


28/10/2003

Di lì a poco entrarono le fantesche per vestirla per il grande giorno. Brildiliel fu lavata, imbellettata e vestita con un bell’abito di seta rossa che le scivolava delicatamente sulle curve del corpo, in un gioco di luci che le faceva risaltare la lunga chioma, del colore delle spighe di grano al tramonto.

La balia la guardò più volte senza emettere alcun suono: la conosceva troppo bene per non capire che la fanciulla stava pensando a qualcosa di importante e non voleva essere disturbata.

E infatti la mente di Brildiliel lavorava attivamente. Ogni volta che le veniva in mente un quesito da proporre lo scartava dopo pochi istanti, perché seppur considerasse zotico e senza alcuna forma di astuzia il principe Gwynn, doveva ammettere con se stessa che era pur sempre il nipote del re, con un’istruzione che gran parte degli altri cavalieri non si sognavano neppure. E l’emissario del Re, poi? Brildiliel non era riuscita a vederlo che una volta sola, di sfuggita, su indicazione di Erik. Ma allora le era sembrato vecchio e quasi infermo, mentre alcuni dicevano che fosse addirittura il figlio del Re in persona.

La fanciulla stentava a crederlo. E c’era il cavaliere senza nome…di lui non si sapeva nulla, né l’età né il casato, un bel grattacapo, insomma.

Quando fu pronta la balia la guardò per un attimo, con lo sguardo attento di una madre, le accarezzò il volto, le sorrise dolcemente e piano l’accompagnò verso le scale che l’avrebbero portata dinnanzi ai tre cavalieri che l’attendevano di sotto.

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 09:07
Sogna con me... commenti (6)


27/10/2003

Buonanotte...

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 21:08
Sogna con me... commenti (2)


27/10/2003

Commentate la mia storia!

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 17:01
Sogna con me... commenti


27/10/2003

La fanciulla dormì molto male, sebbene la stanchezza di quei tre giorni si facesse sentire: era notte, era in un bosco oscuro ma non riusciva a farsi guidare dalla luce della luna o delle stelle e si sentiva persa…sentiva delle voci, dei richiami..e di lontano un nitrito di una cavallo, ma ogni volta che si voltava non vedeva più nulla.

E sentiva di non essere sola, come se qualcuno fosse costantemente dietro di lei e le respirasse sul collo: una girandola di voci e di volti le turbinava nella mente, facendole tanto male da farla urlare.

Brildiliel si ritrovò così, seduta sul suo letto, con la fronte madida di sudore. Fuori albeggiava e già si udivano, sotto la sua finestra, i chiacchiericci degli stallieri e dei massari che discutevano animatamente sulle vicende che avevano riguardato il castello in quei giorni.

Brildiliel doveva pensare. Doveva essere, come Iseltar le aveva consigliato saggiamente, più saggia di un lupo nel proporre i suoi enigmi ai tre cavalieri, e doveva far in modo che fossero così difficili da non poter rispondere nei tempi prestabiliti. Così, ella pensava, sarebbe stata finalmente libera.

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 13:05
Sogna con me... commenti (2)


27/10/2003

La Corte della Luna

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 09:33
Sogna con me... commenti (1)


26/10/2003

Che la Luna vegli sui vostri sogni...

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 22:43
Sogna con me... commenti (1)


26/10/2003

I tre enigmi

 

Banchettarono fino a tarda ora. Naturalmente Brildiliel fu mandata presto via con le altre donne della casa, perché il padre non riteneva opportuno che una fanciulla si intrattenesse, seppur in sua presenza, con degli uomini che non conosceva.

Tutti, vincitori e vinti, si trastullavano con le leccornie offerte dal padrone di casa e intanto discutevano i termini dell’accordo che avrebbe visto Brildiliel andare in sposa al vincitore e il Re ricevere la parola e le spade degli alti dignitari del Regno.

L’emissario del Re si ritirò prima della cena nelle sue tende, cosicché nemmeno stavolta la fanciulla ebbe modo di vederlo. Ma poco le interessava, perché era curiosa di vedere altri occhi. Quelli del Cavaliere Bianco.

In un primo momento non aveva potuto vederlo che di sfuggita, un attimo soltanto ma, sebbene avesse tolto l’elmo, era ricoperto dalla cotta di maglia e in quel marasma non aveva potuto distinguere nulla. Poi lo aveva perso completamente di vista, fino a che – suo malgrado – era stata mandata via.

Ora era in camera sua e, con una semplice camicia di garza, ascoltava le ciance della balia che, mentre le pettinava i lunghi capelli, ripercorreva con entusiasmo tutte le tappe della giornata.

“Milady è stato un sogno! E vedeste che bei doni hanno portato per voi! Anche il cavaliere misterioso…”

“Anche lui ha portato qualcosa?” – balzò sul letto la fanciulla.

“Ma è naturale, mia signora! Non avrebbe potuto nemmeno entrare nell’arena se non avesse offerto un dono alla vostra bellezza. E dicono che sia un dono cento volte più prezioso di quello del Re in persona…”

Brildiliel già non ascoltava più. Voleva restar sola a pensare e con un gesto della mano lasciò andare tutte le fantesche ed anche la balia, che con un bacio sulla fronte la lasciò sola, ai suoi mille pensieri.

Non riusciva a dormire con tutte le emozioni della giornata ed anche con il gran baccano della festa di sotto. Tra tutte le voci che poteva distinguere quella più alta, roca e gutturale era di certo quella del nipote del Re che, tronfio come sempre, si beava di quanto fosse stato facile vincere la giostra.

“Parla come se avesse vinto già lui! Che essere orribile!” – esclamò la ragazza ad alta voce, mentre piano si affacciava alla veranda che dava sul giardino, illuminata solo dai raggi della luna.

“Se fossi in voi, signora, non urlerei in questo modo” – disse piano una voce dall’altra parte della veranda.

Brildiliel sussultò, non aspettandosi di trovare nessuno a quell’ora. Strinse gli occhi per vedere meglio, mentre si stringeva le braccia intorno alla vita, infreddolita. Indietreggiò di un passo ma la voce riprese, come se nulla fosse: “Saranno ubriachi, di sotto, ma non del tutto. E l’oscurità ha orecchie”.

“Ma voi chi siete?” – domandò la fanciulla.

“Uno dei combattenti, signora, colui a cui avete donato i vostri favori”.

Brildiliel sgranò gli occhi. Non riusciva a credere che ce l’avesse proprio di fronte. Non riusciva a scorgerne il profilo, poiché l’uomo era di spalle e la luna gli illuminava solo il bianco mantello, rendendolo quasi etereo.

“Voi…ma dite, chi siete? Come avete saputo…”

“Non è il momento delle risposte, signora. Non ancora. Andate a riposare e che la Luna vi sia propizia per domani.”

Con queste parole l’uomo si allontanò nel giardino e a Brildiliel non restò altro che tornare in camera ancor più piena di dubbi sul suo futuro.

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 22:23
Sogna con me... commenti (2)


26/10/2003

Oggi mi sento così..

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 15:18
Sogna con me... commenti


25/10/2003

Oggi sono romantica

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 10:23
Sogna con me... commenti (6)


 

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