>
Moonlight Shadow
Lei, falco di giorno. Lui, lupo di notte. Hanno solo il tormento di un breve istante, al sorgere ed al calar del sole, quando possono quasi toccarsi... Sempre insieme, eternamente divisi...Finché ci saranno il giorno e la notte... [LadyHawke]
Pergamene Dal Passato
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
Sussurri di Dama
..I due furono traditi. Avevano lo stesso confessore, un prete sciocco e debole, che un giorno, ubriaco, confessandosi al suo superiore, commise un peccato mortale: rivelò il patto segreto degli innamorati al Vescovo. Quel vecchio stolto non capì quanto terribile sarebbe stata la vendetta del Vescovo. Sua grazia sembrava impazzito: perse la santità e la ragione. Giurò che se non l'avesse avuta lui, nessun altro l'avrebbe avuta mai. Così Navarre e Isabeau fuggirono da Agijon. Il Vescovo li inseguì, senza tregua, sempre alle costole, più ostinato di un segugio. Un uomo malvagio e potente, odiato e temuto, respinto perfino da Roma stessa. Egli evocò tutti i poteri delle tenebre, pur di riuscire a dannare gli innamorati. Nella sua furia e frustrazione stipulò un orribile patto... col diavolo stesso. Le potenze infernali profferirono una maledizione terribile, che tu hai visto realizzarsi: di giorno Isabeau è il bellissimo falco che tu hai portato qui da me, e di notte, come hai già capito, la voce del lupo che si ode è il grido di Navarre. Povere creature senza più il ricordo della loro semivita umana e che non possono mai sfiorarsi. Hanno solo il tormento di un breve istante, al sorgere e al calar del sole, quando possono quasi toccarsi... ma neanche.
..Sempre insieme, eternamente divisi.
Il mio Tempo
I vostri Sussurri
Confusa72 in ReflectionsNon &egra...
kanako in ReflectionsNon &egra...
utente anonimo in ..un giorno, apparve...
HiddenFog in ..un giorno, apparve...
ArepoSator in Gli occhi dell'Amore...
rpalandri in Gli occhi dell'Amore...
diabolika67 in Gli occhi dell'Amore...
utente anonimo in ...più dolce ...
Jauja in ...più dolce ...
utente anonimo in ...più dolce ...
- Cortigiani -
Dal Corpo di Guardia
In *loading* hanno già visitato la mia Corte...
Cortigiani alla Corte della LunaEditti
Questo blog non rappresenta una testata
giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può
pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del
7.03.2001
Le immagini della Corte sono prese dal web e la Dama non ne conosce gli autori. Non è sua intenzione contraffare alcunchè, esse occorrono soltanto a rendere ancor più chiaro il pensiero espresso. Che possano essere per il lettore lieta fonte di sogni, così come lo sono per la Bianca Signora che ivi dimora.
Tutto il materiale letterario è di proprietà © della curatrice del presente blog e soggetto alle leggi sul diritto d'autore. © Copyright La Dama Bianca
~¤~State ascoltando Soundtrack in Melodie del mio cuore~¤~
Grazie a
layout&template © Gilien
hosting ©
Splinder
image ©
Gilien
Immagini di me
27/02/2004
Ma la Badessa notò quel loro strano movimento e, seppur fece passare indenne la piccola Arcadia, si voltò a guardare Mirabella che era rimasta impietrita dopo le parole dell'amica.
"Madamigella de Gisors" - disse piano - "cosa ci fate lì? Stavate origliando, forse?"
"N..no, Madre, non lo farei mai… ero qui a leggere la Sacra Bibbia con Arcadia de Blanchefort e poi… e poi abbiamo udito le campane a morto….. ci siamo preoccupate..e..poi.."
"..e poi avete udito che il Re non è più" - concluse la Badessa, stranamente materna nei modi, solitamente così gelidi e ferini.
Mirabella non sapeva che dire. In realtà la Madre non aveva mai detto che il Re era morto, né alcun cavaliere si era fatto sfuggire quel particolare così importante: a dire quelle parole era stata Arcadia, la sua piccola amica, non appena aveva veduto il corteo di cavalieri giungere e la Superiora pronunciare la parola "profezia".
E allora perché la Superiora la traeva in inganno?Avevano forse inscenato tutto quello strano incontro appositamente per dar loro questa triste comunicazione?
E perché ad Arcadia era stato permesso di allontanarsi…perché l'aveva lasciata sola in quel frangente?
Mirabella sentiva il pericolo scioglierle le vene. Ma doveva far qualcosa, rispondere in modo esatto, per poter essere libera di allontanarsi. Non poteva mentire, erano troppo vicine per non aver sentito nulla, e d'altronde nessuno si era premurato di parlar a voce bassa. E le venne un'idea.
"Madre Badessa" - aggiunse guardandola in volto, chinando appena il capo, sperando di riuscire a mentire in modo convincente - "Abbiamo sentito le campane a morto e ci siamo accostate alla siepe, pronte a tornar in cella, quando abbiamo veduto i cavalieri e voi in discussione. In verità abbiam pensato non già al nostro buon Re, perché i cavalieri che vi hanno portato la missiva non portano insegne regali, ma che fosse morto il padre di qualche madamigella che studia al convento, e che i loro signor fossero venuti ad avvertire la figlia della morte del genitore".
E tacque. Doveva essere stata alquanto credibile, si disse, perché la Badessa non mosse un muscolo, cercando di trovare in lei tracce di menzogna che non affioravano a vista. E doveva essere stata particolarmente arguta, perché quando aveva fatto riferimento alla mancanza di vessilli regi non un solo cavaliere della compagnia aveva mormorato.
Ma la Superiora sembrava più rilassata, giacché si era sì sbagliata nel darle la notizia, ma al contempo il fatto che non ci fosse stato riferimento alla "profezia" nelle parole di Mirabella sembrava rincuorarla..e non poco.
"Ebbene, ora per mia sbadataggine sapete che Filippo IV è morto..di malattia, pare" - tagliò corto la donna - "ma badate a tacere con le vostre compagne, chè sarò io stessa a dar questa nuova a tutte loro"
"Certo, Signora".
"Andate dunque..e pregate per la sua anima" - le disse la Badessa.
E Mirabella si allontanò, meditabonda.
La Badessa sorrise truce dietro le sua spalle. "Ha mentito" - disse piano.
¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸
alle 12:19
Sogna con me... commenti (9)
27/02/2004

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸
alle 09:14
Sogna con me... commenti (2)
26/02/2004
Ci fu un po’ di trambusto, e per un attimo Mirabella non comprese appieno le parole dell’amica. Ma piano le idee cominciarono ad andare al loro posto e la fanciulla si voltò incredula alle parole di Arcadia: “Come fate a saperlo, vossignoria? Chi ve l’ha detto?” – ma in cuor suo sapeva quale sarebbe stata la risposta, perché se l’era data lei stessa, memore degli incubi notturni dell’amica. Arcadia la guardò con occhi pacati e per nulla tristi, ed anzi a Mirabella parve di scorgervi un lampo di sfida: “Lo so perché così era scritto, mia cara…..lo so perché era quello che meritava..e il Signore punisce sempre gli empi..lo avete detto voi un istante fa”. Era stata glaciale come mai prima. Mirabella rabbrividì in silenzio, non osando guardarla. Dov’era la fanciulla timida e spaventata che le era stata affidata qualche settimana prima? Dov’era quell’angelo sceso in terra che aveva riportato un po’ di gioia nella sua triste vita? Dinnanzi a lei Arcadia ora diveniva diversa, pur rimanendo la stessa. E questo le incuteva paura. Arcadia non le parlò più, ma attraversata la siepe che le divideva dagli sguardi dei cavalieri e della Badessa, se ne tornò silente nella sua cella, col capo coperto, passando accanto alla Madre Superiora come se non avesse visto né udito nulla.
¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸
alle 11:59
Sogna con me... commenti (6)
25/02/2004
Mirabella era esterrefatta: la guardò con occhi sbarrati, ansimando un poco e piano, con la memoria, tornò alle innumerevoli notti insonni che l'avevano accompagnata da quando Arcadia era entrata nella sua vita.
Anche la notte precedente l'amica aveva parlato nel sonno, prima piano, poi sempre più ad alta voce, tanto che Mirabella si era svegliata e le era corsa accanto.
Ma ormai sapeva che a nulla valevano i suoi sforzi di svegliarla, così ella si era di nuovo accoccolata accanto ad Arcadia ed aveva ascoltato i suoi deliri notturni, che volta dopo volta divenivano sempre più chiari e distinti.
L'incubo doveva essere sempre lo stesso: fuoco e fiamme, uomini che venivano deportati in catene, e una donna che traeva in salvo qualcuno, tutto molto confuso nelle parole senza logica dell'amica. Ma la notte prima Arcadia aveva parlato di una profezia, parole profetiche pronunciate in punto di morte, e stavolta le sue parole erano state nitide e cristalline, come se si trovasse davvero al cospetto di chi l'aveva pronunciata.
Mirabella aveva capito molte parole, anche se non tutte connesse l'una all'altra, ma di una cosa era certa: si parlava della morte del Re.
A questo pensava Mirabella, guardando l'amica ancora pallida ed ansante che le stava di fronte.
"Vogliate perdonarmi, Mirabella, non volevo alzare la voce" - disse piano la bionda Arcadia - "è solo che..che..non lo so cosa m'abbia preso, ma certe volte non mi trovo d'accordo con gli insegnamenti della Sacra Bibbia…..alcune volte mi sembra che siano stati scritti lì appositamente per far del male agli uomini".
"Zitta, per carità" - Mirabella si mise un dito davanti alla bocca e si guardò attorno, atterrita, temendo che qualcuno potesse averle sentite - "non vi immaginate cosa potrebbero farvi se vi sentissero pronunciare queste parole…vi prenderebbero per eretica e…"
"Mi brucerebbero sul rogo?" - sorrise Arcadia, con uno sguardo che disarmò Mirabella - "sarebbe per me un onore morire come…"
Le campane suonarono, lente, maestose e lugubri.
Le due fanciulle si azzittirono di colpo, e si guardarono in volto.
Uno squillo di tromba di lontano, poi alcuni cavalieri giunsero ai cancelli del monastero: Arcadia e Mirabella erano nel giardino e di lì poterono vedere ogni cosa senza essere vedute a loro volta. Videro la Superiora scendere di corsa nell'atrio, convinta che nessuno l'avrebbe scorta, perché tutte avrebbero dovuto essere a studiare nella Sala Grande, la videro bisbigliare qualcosa con i cavalieri appena giunti e poi prendere in mano il rotolo che essi le porgevano.
"Così si avvera la profezia" - disse con voce calma e con occhi di fuoco la Madre Superiora.
Mirabella l'udì distintamente e il sangue nelle sue vene si gelò: l'amica si era discostata da lei e sembrava quasi in trance.
"Tutto finalmente si compie: il Re Filippo IV è morto" - disse Arcadia, con voce innaturale.
¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸
alle 10:19
Sogna con me... commenti (12)
25/02/2004
Allora, tempo fa son stata invitata a scrivere qui insieme ad altri bloggers. Non solo ringrazio Odilia per avermi invitata, ma rimando anche voi, cari Cortigiani, a leggere le piccole storie per l'anima che la vostra Dama lascia ogni giorno in quel blog per sognatori.
¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸
alle 09:11
Sogna con me... commenti
22/02/2004
¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸
alle 15:13
Sogna con me... commenti (9)
20/02/2004
Da dove siamo nati? Buonanotte..a domani per una'altra puntata....
Dall' Amore.
Come saremmo perduti?
Senza Amore.
Cosa ci aiuta a superarci?
L'Amore.
Si puo' trovare anche l'Amore?
Con l'Amore.
Cosa abbrevia il pianto?
L'Amore.
Cosa deve unirci sempre?
L'Amore.
J.W.Goethe
¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸
alle 21:14
Sogna con me... commenti (6)
20/02/2004
¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸
alle 13:34
Sogna con me... commenti (2)
19/02/2004
Anno del Signore 1314, Dicembre Sembrava trascorsa un'eternità da quando Arcadia era entrata a far parte della vita del convento, anche se - Mirabella lo sapeva - erano in realtà trascorse solo poche settimane. Stranamente, a loro due veniva permesso passare molte ore in giardino a curar le rose che la sua amica tanto amava e, anche se la cose le era parsa alquanto strana quando il permesso venne dato loro, ormai si era convinta che molti misteri si celassero nel cuore di quel monastero così lugubre e di quell'anima innocente che le era stata posta accanto.
Potevano altresì trascorrere molte ore nella biblioteca, a leggere gli splendidi volumi che la Madre Superiora si diceva avesse raccolto come viatico da ogni viandante o questuante che si era presentato negli anni passai nel monastero, e questo la rendeva felice, perché non avrebbe mai creduto che le fosse permesso di leggere nulla all'infuori della Sacra Bibbia.
Mirabella si era ormai convinta che ad Arcadia andasse il merito di tutto, ma taceva, perché non voleva mettere l'amica di fronte a confidenze che fino a quel momento non le aveva voluto o potuto fare: in fondo le andava bene così, la sua vita era migliorata moltissimo da quando la fanciulla pallida era giunta nella sua vita e ormai non si poteva dire scontenta della decisione che il padre aveva preso per lei.
Ma c'erano delle notti, come quella appena trascorsa, che le facevano vibrare il cuore di un misto di paura e sospetto.
Anche se vi erano ancora molte celle vuote nell'altra ala del monastero, quella che dava ad Occidente, la Superiora aveva insistito affinché le due giovani dormissero nella stessa camera: era stranissimo questo suo comportamento permissivo e Mirabella stentò addirittura a credere alle proprie orecchie quando suor Helene comunicò alle due fanciulle l'ordine della Madre, ma ora, col passare del tempo, anche se la loro amicizia cresceva giorno dopo giorno creando un legame quasi indissolubile, la bruna madamigella de Gisors temeva quasi di coricarsi accanto all'amica, perché i suoi sonni erano sempre pregni di sogni, Mirabella l'intuiva, terribili e tremendi.
Le due fanciulle ora si trovavano in giardino, era da poco passato mezzodì. Mirabella guardava Arcadia lavorare alla serra mentre, infagottata nella pesante pelliccia, suo compito era quello di sottolineare il lavoro dell'amica con la lettura dei Salmi.
"Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte….." - prese a leggere di malavoglia Mirabella, mentre i suoi pensieri vagavano oltre le parole che leggeva - "Non così, non così gli empi: ma come pula che il vento disperde; perciò non reggeranno gli empi nel giudizio, né i peccatori nell'assemblea dei giusti".
Arcadia alzò la testa di scatto, e la guardò per la prima volta con uno sguardo in cui brillavano le fiamme dell'Inferno: "E chi decide chi è empio e chi è giusto Mirabella?? Come noi possiamo stabilire chi sia nel giusto e segue la legge del Signore? Solo Iddio può, noi non siamo nessuno per agire in sua vece!!"
Aveva quasi urlato. Mirabella fu riportata bruscamente alla realtà e guardò Arcadia perplessa e quasi spaventata da quell'ira che, fugace com'era venuta, ora era sparita dal volto della fanciulla dinnanzi a lei, di nuovo pallida e tremante.
¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸
alle 21:52
Sogna con me... commenti (6)
19/02/2004
VORREI SEGNALARE A TUTTI I CORTIGIANI ED I VIANDANTI DELLA CORTE CHE HO CAMBIATO CATEGORIA DEL La Dama letterariaBLOG SHOW..DA SENTIMENTALI SON PASSATA A LETTERATURA..CREDO A RAGIONE CHE LA MIA CORTE SIA ASCRIVIBILE PIU' A QUESTA SECONDA PER INTENTI E FORMA. SPERO CHE GRADIRETE ANCOR DI PIU' I MIEI RACCONTI.
¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸
alle 14:27
Sogna con me... commenti (4)
Pager