> La Corte della Luna

Moonlight Shadow

Lei, falco di giorno. Lui, lupo di notte. Hanno solo il tormento di un breve istante, al sorgere ed al calar del sole, quando possono quasi toccarsi... Sempre insieme, eternamente divisi...Finché ci saranno il giorno e la notte... [LadyHawke]

 

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Sussurri di Dama

..I due furono traditi. Avevano lo stesso confessore, un prete sciocco e debole, che un giorno, ubriaco, confessandosi al suo superiore, commise un peccato mortale: rivelò il patto segreto degli innamorati al Vescovo. Quel vecchio stolto non capì quanto terribile sarebbe stata la vendetta del Vescovo. Sua grazia sembrava impazzito: perse la santità e la ragione. Giurò che se non l'avesse avuta lui, nessun altro l'avrebbe avuta mai. Così Navarre e Isabeau fuggirono da Agijon. Il Vescovo li inseguì, senza tregua, sempre alle costole, più ostinato di un segugio. Un uomo malvagio e potente, odiato e temuto, respinto perfino da Roma stessa. Egli evocò tutti i poteri delle tenebre, pur di riuscire a dannare gli innamorati. Nella sua furia e frustrazione stipulò un orribile patto... col diavolo stesso. Le potenze infernali profferirono una maledizione terribile, che tu hai visto realizzarsi: di giorno Isabeau è il bellissimo falco che tu hai portato qui da me, e di notte, come hai già capito, la voce del lupo che si ode è il grido di Navarre. Povere creature senza più il ricordo della loro semivita umana e che non possono mai sfiorarsi. Hanno solo il tormento di un breve istante, al sorgere e al calar del sole, quando possono quasi toccarsi... ma neanche.

..Sempre insieme, eternamente divisi.

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Cortigiani alla Corte della Luna

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Le immagini della Corte sono prese dal web e la Dama non ne conosce gli autori. Non è sua intenzione contraffare alcunchè, esse occorrono soltanto a rendere ancor più chiaro il pensiero espresso. Che possano essere per il lettore lieta fonte di sogni, così come lo sono per la Bianca Signora che ivi dimora.


Tutto il materiale letterario è di proprietà © della curatrice del presente blog e soggetto alle leggi sul diritto d'autore. © Copyright La Dama Bianca


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Immagini di me

 

 

 

 

23/03/2004

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: come vedete, cari cortigiani, ho cambiato il box per essere votati, per cui ora basta solo cliccare sulla scritta blog show che lampeggia. Un caro sorriso a tutti...e...uhm...chi ha ricevuto la mia missiva nella propria magione sa rispondere al quesito che ho posto?

La Dama

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 20:32
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23/03/2004

La Luce...

...e l'Ombra..

 

 

 

 

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 17:42
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18/03/2004

Per

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alle 11:38
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18/03/2004

Anno del Signore 1315, prima luna

Arcadia continuava a far i suoi strani sogni tutte le notti, ma dopo la morte del Re, se possibile, erano diventati ancor più lugubri e funesti.
Piangeva, pregava, si dimenava nel giaciglio, ma ormai Mirabella non interveniva più e quasi non stava ad ascoltare i suoi mormorii notturni, troppo presa dai mille pensieri che vorticosamente le ronzavano nella testa.
Quanti misteri in quel luogo! Quanti segreti, quante meschinità si nascondevano in quelle mura mai toccate dal tempo e dal potere temporale!
Ormai si era fatta un'idea del perché la Badessa avesse voluto permettere a lei e ad Arcadia di dormire insieme: erano dopotutto nobildonne entrambe, per cui avevano il diritto di una cella in cui dormir da sole, eppure quella strana decisione era avvenuta subito, non appena le due fanciulle si erano guardate negli occhi la sera dell'arrivo di Arcadia nell'abbazia.
E poi, perché permettere a loro tutto, se alla figlia del Re era stato negato persino piangere la morte del padre?
Semplice: la Badessa, ormai ne era certa, conosceva madamigella de Blanchefort molto meglio di quel che entrambe volessero far credere!
Ma perché tacerlo? Quale mistero tremendo c'era dietro tutto quel che accadeva?
Mirabella si rigirò nel giaciglio, per una volta non destata nel sonno ristoratore dalle parole sconnesse di Arcadia ma dai molti pensieri che le affollavano la mente.
Aprì lentamente gli occhi, si guardò intorno e vide Arcadia, di spalle, coricata nel suo letto.
Dormiva profondamente, non muoveva un muscolo.
Da quando la conosceva, quella era stata la prima notte di silenzio. Tra veglia e sonno, Mirabella pensò che forse i fantasmi del suo passato stavano cominciando a svanire, ma fu un breve momento, un pensiero fugace, perché la nera notte fu squarciata all'improvviso da un tremendo urlo di dolore.
Mirabella si chiese se stava sognando. Un altro urlo. Sbatté le palpebre due volte, prima di rendersi conto che le sue orecchie non l'avevano ingannata e scese di corsa dal giaciglio, incespicando nel buio.
"Arcadia…Arcadia svegliatevi" - disse concitata la fanciulla - "Arcadia per l'amor di Dio, ho sentito un urlo…Madre Misericordiosa!"
Mirabella si portò le mani alla bocca. Arcadia non era nel suo letto e solo ora, illuminato il giaciglio con la fioca candela, se n'era accorta.
"Mio Dio, fate che non sia lei…fate che non sia lei…." - disse Mirabella uscendo di corsa dalla propria cella con la sola veste da camera.
Il corridoio era buio, forse nessuno aveva udito…forse era stato solo un sogno…poi in fondo una luce, proveniva dallo scriptorium…accorrevano alcune educande con le loro candele accese…
Mirabella giunse ansimante dinnanzi alla porta semiaperta..aveva paura di guardare, aveva paura di sapere…ma quel che vide la costrinse a distogliere gli occhi per non venir meno.
La piccola Marie giaceva nuda, con gli occhi sbarrati e le membra squarciate in mezzo alla grande stanza fredda, illuminata solo dalle poche candele e dal sangue che veniva fuori da quel povero corpicino deturpato.



















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alle 11:16
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18/03/2004

Mirabella aveva il respiro mozzo. La Badessa aveva capito che era lei la persona che stava origliando dietro la porta dello scriptorium ed ora veniva a darle la lezione che meritava.
Ma Marie era tranquilla, con uno sguardo pacato che faceva quasi paura.
"Madre, stavamo pregando per l'anima del Re" - disse piano - "almeno questo mi sarà concesso…spero" - disse, calcando il tono sull'ultima parola, quasi a minaccia. Guardava la superiora con uno sguardo duro e maturo al tempo stesso.
Ed ella, di rimando: "Fate bene a pregare, principessa…fate molto bene…solo mi chiedo cosa ci faccia qui anche madamigella de Gisors…che ormai ritrovo molto spesso laddove non dovrei".
Fu un ceffone in piena guancia per la povera Mirabella: ella aveva capito davvero, dunque.
Ma Marie le corse in aiuto di nuovo: "Signora" - sospirò con voce flebile - "piangevo nella mia cella ed ella è venuta a trovarmi per consolare la mia afflizione…siam qui da parecchio tempo, ormai…fu proprio madamigella de Gisors che mi ingiunse che in questa Santa Casa avrei trovato conforto al mio dolore….."
Mirabella aprì la bocca ma non emise fiato alcuno. La Badessa la guardò pungente ma non trovò, stranamente, obiezioni in merito.
Piano, quindi, si genuflesse e si allontanò in silenzio nella notte buia e senza stelle.
"Ottimo…Siete salva, milady" - disse piano - "Ma fossi in voi sceglierei meglio le mie amicizie in questo luogo senza destino…talvolta le cose che avvengono dentro queste quattro mura sono segnali del Demonio e non già del Signore".
Marie sorrise e Mirabella la guardò, senza capire.
Poi, la folgorazione: non era stata l'unica persona che, quella notte, aveva udito le parole della Badessa nello scrittorio.











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alle 10:28
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16/03/2004

Il Calice della Luce...

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alle 14:59
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16/03/2004

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alle 12:30
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10/03/2004

Guardastelle - BUNGARO

Da qui mi piace calcolare le distanze
Da qui proiettarmi nello spazio siderale
Da qui... da qui da milioni ad occhio e croce di persone
Da qui ho conosciuto la costellazione
Da qui senza mai guardare dentro un cannocchiale...
Perché la mia vista... vede è una lente naturale
Ho fantasia e posso anche volare...
La fantasia lo sai ti fa volare...
Guardastelle... guarda in questo mare di stelle... mi perderò in te
Guardastelle... guarda è un cielo di fiammelle... il buio più non c è
Da qui mi stacco da terra ad immaginare...
Da qui... chissà se c è un mistero grande da scoprire
Da qui... una libera preghiera e una pace da inventare
Ho fantasia e posso anche volare...
La fantasia lo sai ti fa volare...
Guardastelle... guarda in questo mare di stelle... mi perderò in te
Guardastelle... guarda è un cielo di fiammelle... bruciano per te
Sotto il cielo la terra... ogni uomo una stella...
Una speranza caduta tra la scienza e la guerra
Guardastelle... guarda in questo mare di stelle... mi perderò in te
Guardastelle... guarda è un cielo di fiammelle... è un cielo di fiammelle.






















¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 16:23
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09/03/2004

“E’ il momento, Arcadia de Blanchefort, e lo sapete bene” – aggiunse di rimando la Superiora – “Tutto accade come è stato scritto, tutto deve andare come è stato profetizzato. La morte del Re è un segno a cui non possiamo, né dobbiamo, sottrarci”.

Mirabella aveva il cuore il gola. Cosa volevano intendere le parole della monaca? E che parte avrebbe avuto Arcadia, la sua Arcadia, in tutto questo?

Stette ad ascoltare ancora, spingendo lo sguardo oltre la porta socchiusa.

Arcadia pareva vacillare sotto un peso invisibile ma terribile al tempo stesso. Gli occhi pieni di lacrime inespresse testimoniavano in quale stato di confusione fosse, così fragile da sembrare un fuscello scosso dal vento impetuoso.

La Badessa le si avvicinò e per la prima volta Mirabella vide un gesto affettuoso provenire da quella donna: con una mano spostò dalla fronte della fanciulla una ciocca di capelli e poi le accarezzò il volto, pacatamente, come se quell’azione fosse consueta per lei.

La guardò in volto.

“Farete tutto come stabilito”.

Arcadia non osava guardarla in volto.

Mirabella si sporse ancor di più oltre la porta per vedere la reazione dell’amica a quel gesto così insolito della Superiora, ma inavvertitamente urtò col piede il battente, che cigolò sui cardini.

Le due donne si voltarono nel medesimo istante verso la fonte del sinistro rumore.

Mirabella si ritrasse, appena in tempo per non farsi scorgere e, senza indugiare oltre, corse via nell’oscurità pesante che aleggiava nel Monastero, fermandosi solo alla porta della Cappella.

Entrò in Chiesa con il cuore in gola: era certa che l’avrebbero seguita e sperava in cuor proprio che non l’avessero riconosciuta nel buio. Con la testa che le ronzava prese posto dinnanzi all’altare, non prima di essersi genuflessa e coperta il capo.

Si inginocchiò tremante e congiunse le mani: non c’era nessuno in quel Sacro Loco, per cui nessuno l’aveva vista entrare di corsa.

Che stava accadendo? Quali misteri aleggiavano in quel posto? Che cosa aveva voluto intendere la Badessa con le sue parole?

Mirabella chiuse gli occhi e prese a riflettere, cercando di mettere ordine tra i propri pensieri, così intenta da non rendersi conto che qualcuno era entrato alle sue spalle.

Si sentì toccare piano la spalla.

Trasalì per un attimo, cavata fuori di forza dalle proprie supposizioni.

Era la figlia del Re.

La piccola le sorrise piano, anche se il suo volto mostrava nitidamente lo stato d’animo di angoscia e di prostrazione in cui era piombata.

“Posso?” – sussurrò.

Mirabella non ebbe la forza di parlare, con il cuore che le batteva forsennatamente per la paura di esser stata scoperta. Si limitò ad annuire, con la testa dolorante.

“Grazie, madamigella de Gisors”.

Marie la conosceva, dunque. Mirabella la guardò senza capire.

Quella riprese, con gli occhi fissi all’Altare: “Vi ho vista arrivare con vostro padre…nemmeno alla figlia del re è concesso parlare con le altre educande.. ma quel giorno mi trovavo nello scriptorium e ho potuto osservare il vostro ingresso in questo inferno”.

E Mirabella ricordò. Non si era sbagliata, dunque, quel giorno lontano quando aveva avuto l’impressione che la stessero osservando!

La guardò attonita, più per le parole terribili che aveva pronunciato che per la notizia in sé. Ma Marie non ci fece caso, volutamente o meno.

“Non tornerò al castello.. la mia vita finirà qui.. prima di quanto si possa immaginare…”

“Cosa fate qui?”

La voce, gelida e perentoria, interruppe i loro discorsi, ancor prima che Mirabella potesse chiedere alla principessa il significato delle sue sinistre parole: la Badessa, giunta silente in Cappella, le osservava con lo sguardo simile ad una lama tagliente.

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alle 14:29
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09/03/2004

8000 ingressi...la Dama china il capo alla vostra benevolenza!

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alle 11:22
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