> La Corte della Luna

Moonlight Shadow

Lei, falco di giorno. Lui, lupo di notte. Hanno solo il tormento di un breve istante, al sorgere ed al calar del sole, quando possono quasi toccarsi... Sempre insieme, eternamente divisi...Finché ci saranno il giorno e la notte... [LadyHawke]

 

Pergamene Dal Passato

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Sussurri di Dama

..I due furono traditi. Avevano lo stesso confessore, un prete sciocco e debole, che un giorno, ubriaco, confessandosi al suo superiore, commise un peccato mortale: rivelò il patto segreto degli innamorati al Vescovo. Quel vecchio stolto non capì quanto terribile sarebbe stata la vendetta del Vescovo. Sua grazia sembrava impazzito: perse la santità e la ragione. Giurò che se non l'avesse avuta lui, nessun altro l'avrebbe avuta mai. Così Navarre e Isabeau fuggirono da Agijon. Il Vescovo li inseguì, senza tregua, sempre alle costole, più ostinato di un segugio. Un uomo malvagio e potente, odiato e temuto, respinto perfino da Roma stessa. Egli evocò tutti i poteri delle tenebre, pur di riuscire a dannare gli innamorati. Nella sua furia e frustrazione stipulò un orribile patto... col diavolo stesso. Le potenze infernali profferirono una maledizione terribile, che tu hai visto realizzarsi: di giorno Isabeau è il bellissimo falco che tu hai portato qui da me, e di notte, come hai già capito, la voce del lupo che si ode è il grido di Navarre. Povere creature senza più il ricordo della loro semivita umana e che non possono mai sfiorarsi. Hanno solo il tormento di un breve istante, al sorgere e al calar del sole, quando possono quasi toccarsi... ma neanche.

..Sempre insieme, eternamente divisi.

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Cortigiani alla Corte della Luna

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Le immagini della Corte sono prese dal web e la Dama non ne conosce gli autori. Non è sua intenzione contraffare alcunchè, esse occorrono soltanto a rendere ancor più chiaro il pensiero espresso. Che possano essere per il lettore lieta fonte di sogni, così come lo sono per la Bianca Signora che ivi dimora.


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28/02/2007

Lieto giorno a voi tutti! Stamattina ho una strana ideuzza che mi frulla nella testa e vorrei realizzarla insieme a voi....vedete voi se una Dama alle prime luci dell'alba si deve svegliare con questi grilletti che le zompettano qua e là per la testolina rossa (ebbene sì, la Dama ha i capelli rossi e boccolosi *__*)!!!
Stanotte ho dormito e anche ragionato su alcuni aspetti che prima non avevo preso in considerazione e mi sono accorta che certe cose sono necessarie per ottenerne delle altre..difficili a volta, ma fondamentali per la nostra crescita...dopotutto, se non avessi lasciato il lavoro, ora non scriverei come un fiume in piena, libera di poter fare quello che più adoro, e che avevo dimenticato quanto mi facesse star bene....se non avessi patito tanto nei sentimenti, beh...con ogni probabilità non avrei mai avuto modo di poter consentire alla mia penna di scriverne...e sarebbe stato veramente un gran peccato. I perdenti hanno sempre una storia da raccontare....
Un amico lontano le chiamerebbe Sliding Doors...bivii obbligati che si incontrano nella nostra vita...
Dati questi presupposti filosofici, quest'oggi faremo col vostro aiuto un esperimento di "domino", altrimenti denominato "reazione a catena"..io posterò una frase, un incipit che delinea il mio senso di questa giornata e vorrei che voi, nei commenti, lo continuaste a vostro piacimento, con quello che sentite nel cuore...qualsiasi cosa..purchè sia adatto ad una Corte, naturalmente! Chissà cosa ne verrà fuori! Può essere che mi aggiunga anche io nel prosieguo, seguendo il filo delle vostre sensazioni. Vediamo un po'...

..come uno specchio mi guardo dentro
e finalmente comprendo
che il senso del mio giorno è proprio questo
guardare le nubi e cercare in me
le sembianze del sole ivi nascosto..

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 09:40
Sogna con me... commenti (8)


27/02/2007

..non so narrar di sentimenti 
come gli immortali poeti
ma il mio animo
sente e palpita,
pulsa il sangue nelle vene
e il cuore ha stasera un solo sospiro..
..è per te..
..
quel chiaro di luna,
vaga ombra di notte lontana, 
mi ricorderà sempre dei tuoi occhi 
e del tuo dolce cuore,
così che ti possa serbare
 tra i miei ricordi più cari..
..è per te..

..Principessa..

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 22:28
Sogna con me... commenti (3)


27/02/2007

Fate che chiunque venga a voi se ne vada
sentendosi meglio e più felice.
Tutti devono vedere la bontà del vostro viso,
nei vostri occhi, nel vostro sorriso.
La gioia traspare dagli occhi,
si manifesta quando parliamo e camminiamo.
Non puo' essere racchiusa dentro di noi. Trabocca.
La gioia è molto contagiosa.
Madre Teresa di Calcutta

Oggi ho camminato tanto, dovevo riflettere. Sono tornata a casa adesso, un po' più stanca e di certo maturata, perchè ho compreso che devo smetterla una volta per tutte di far stare male le persone che ho accanto, che non hanno altro interesse che alleggerire il peso che mi porto sul cuore. Ho deciso che non scriverò più alla Corte i miei tormenti, ma solo quello che mi fa stare bene...e quello che fa stare bene chi mi legge, e sono mortificata di avervi scacciati tutti quanti ieri sera...arrabbiata com'ero se vi avessi avuti di fronte credo che non sarei stata più padrona delle mie azioni, un tempo così moderate.
Oggi sono stata bene, bene sul serio. Perchè? Perchè ho fatto quello che il mio cuore mi diceva di fare, animata dal desiderio che qualcosa andasse bene. Perchè VOLEVO che andasse bene qualcosa, perchè VOLEVO poter scrivere una frase gioiosa ogni tanto....prima mi riuscivano così facili......
Ho capito diverse cose, e paradossalmente a farmele capire è stata la mia stessa bocca. Stamattina ho constatato che le cose non devono piovere dal cielo, come qualcuno si augura che accada, ma si devono creare le condizioni affinchè tali cose avvengano. Beh, l'ho consigliato....ma mi son resa conto mentre lo dicevo che la prima che non mette in moto meccanismi del genere sono io, io che prima ero così brava a mettere sempre in pratica quello che dicevo agli altri. Ora quella bravura non ce l'ho più, e a me non sta bene.
Ho capito che devo stare alla larga dagli uomini per un po', perchè l'Amore io l'ho avuto e mi è bastato per mille vite....ora devo concentrarmi solo su me stessa e se Dio vorrà che il mio cuore si apra all'amore...beh...avverrà, ma a tempo debito. Adesso rischio di farmi ancora più male di quanto non mi sia già fatta..e rischio di far del male a chiunque si avvicini a me......e NESSUNO deve avvicinarsi a me se non per essere amato, profondamente, unicamente, totalmente...e per sempre.
Non essendo io in condizioni di dare questo tipo di amore in questo momento...giudico che sia il caso di starne alla larga per il tempo che riterrò necessario.
Quindi, cavalieri cari..la Dama da oggi (cioè non da oggi, ma oggi riesce anche a sorriderci su perchè ne ha avuto la piena presa di coscienza) è ufficialmente zitella a tutti gli effetti...con TUTTA l'intenzione di rimanerci a lungo!
Ciò vuol dire che si impegnerà nel lavoro come una matta (...e giovedì avremo l'ardua sentenza, incrociate le dita per me), si circonderà di colori, suoni, amici che possano regalarle il sorriso che per tanto tempo le è mancato e al contempo..al contempo..si impegna con voi tutti a dare tanti sorrisi a voi tutti che qui riposate all'ombra della Luna.
Voglio iniziare il mio personale gioco della felicità....e se questo comporta l'ignorare qualcuno o qualcosa, se questo significa chiudere occhi e cuore per evitare che sanguinino ancora..beh..che sia.
E' una promessa. E io non manco MAI alla parola data.

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 16:28
Sogna con me... commenti (3)


26/02/2007

..tutto ciò che vive deve morire,
per poter diventare eternità..

E sia. Occhi non guardate, così che l'animo non pianga il mio amore finito nella polvere. Cuore non battere, così non verrà scandito da alcun rumore il vuoto e il silenzio che vagano in me. Respiro cessa pure, chè questa non è vita da poter vivere.
Una lunga notte mi attende, la notte in cui prendo coscienza, per la prima volta, che d'amore non si muore..almeno apparentemente. Ma un grande amore può ucciderti, lentamente, come veleno che instillato in te ti addormenta le membra a poco a poco e ti serra la gola, per non permetterti di andare avanti.
Certo, il tuo corpo continua a camminare, le azioni a ripetersi, giorno dopo giorno. Ma il fuoco non c'è più. E non puoi illuderti che riuscirai ad andare avanti, non puoi mentire a te stessa, nè ad altri. Puoi provare a non pensarci, puoi chiudere gli occhi e non guardare quello che avviene intorno a te, ma quella porta è ormai chiusa alle tue spalle e non sei più tu a detenerne le chiavi. E ti accorgi che - forse - quelle chiavi non le hai mai avute.
Non mi sono mai sentita così. Fuori piove. E io annego. E non serve a nulla gridare al vento il suo nome.
Non v'è pietà a questo mondo....certo non per me. Silenziosa vago nella notte della mia esistenza..e mi chiedo se ci sarà mai una fine a questo mio tormento, che mi distrugge anima, mente e corpo.
O voi che mi ascoltate e che volete tendermi le mani, statemi lontani...chè non voglio infettarvi col veleno che dentro mi corrode.

...non voglio far del male a nessuno. Quindi...andate via.

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 21:30
Sogna con me... commenti (4)


26/02/2007

..si narra che lo spicchio di luna
sia il luogo dove tutte le cose
che perdiamo sulla Terra
vadano a finire...
il mondo perfetto, dunque.

Convivo con un dualismo che non è da me. Bene e male, ira e amore, luce e notte, gioia e dolore...mi sconquassano la mente e mi impediscono di ragionare. Sono sempre stata una con i piedi ben saldati a terra, una con pochi grilli per la testa, con l'unico "sfogo" alla mia aurea normalità nei sogni della Corte...
Ma adesso, adesso tutto è cambiato. Non sono serena, non so cosa voglio, e per di più ogni parola che esce dalla mia bocca vien fuori come fiele, anche se pensata e ragionata come il miele più puro.
Saranno momenti della vita, che ne so...ma per ora...vorrei solo volare via, dimenticare tutto. E se partissi per sempre?
Io, che ho sempre amato sopra ogni cosa la mia vita qui, la mia città, la mia famiglia, il mio piccolo mondo...ho solo voglia di andar via da tutto questo. Per sempre. Lasciarmi dietro le spalle ogni dolore e ricominciare da capo.
Una nuova vita. Una nuova me. Più saggia, più attenta, più disincantata. Perchè questo adesso son io, una Dama d'altri tempi in sembianze moderne, che pensa, ama e ragiona con i valori eterni che ha potuto conoscere ed apprezzare nella sua vita...ma che ora....non avrebbe mai voluto sfiorare.
Se solo ci avessi creduto di meno....adesso non sarei qui a soffrire come un cane.
Vado un po' a scrivere, vah...chè io ho bisogno di parole...e loro hanno bisogno di me.
Rapporto di amorosi sensi con la scrittura.

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 10:31
Sogna con me... commenti (2)


25/02/2007

..sii come gassa d'amante
nel tempio dell'Amore Eterno,
che sia possibile scioglierti
ma non da te solo,
perchè tuo primo desiderio
fu di rimaner congiunto per sempre..

Vago da sola tra i miei ricordi. Alcuni meravigliosi, altri poco felici, ma pur sempre un gioiello di inestimabile valore che è mio e solo mio. Alcune volte mi sembra di vedere la luce oltre quella collina buia che è diventata la mia vita, ma sono solo sprazzi, ombre fallaci della mia mente.....
O forse no? Non lo so, non ci capisco più nulla. Mi sento come morta dentro, non mi sento più in grado di riconoscere il bello dal brutto, il bene dal male. E quello che amo da quello che amore non è.
Perchè mi capita questo? Perchè ho dovuto subire questa maledizione? Perchè continuo a subirla senza riuscire a far venire finalmente fuori un po' di bello dalla mia vita?
Sono stata molto fortunata in passato, Dio ha voluto che fossi tutto sommato felice, con una bella casa, una bella famiglia, tanti amici intorno a me. E quei talenti che - oggi - sono l'unica vera fonte di gioia che mi resta.
Ma io, che sono così brava a narrare l'amore...ormai amore non vedo più. Io, che canto e recito poeti immortali...non odo più poesia nel mio cuore.
Perchè scelgo coscientemente ciò che so già mi porterà al delirio, alla tristezza, al dolore?
Stamattina ho incontrato il mio primo grande amore di quando ero poco più che una ragazzina. Dopo tanti anni era lì, davanti a me, e abbiamo parlato del più e del meno, come vecchi amici che non si vedono più da tanti anni.....e gli anni in verità son passati, se ne contano più di dieci, ormai....
Mi ha guardata negli occhi e mi ha sorriso, come io ho fatto con lui...mi ha chiesto della mia vita, dei miei sogni, del mio amore...curioso, se un tempo non volevo parlargliene stamani è stato semplice, naturale...come cambiano le condizioni, come cambiamo noi...
Lui scelse la sua strada, così diversa dalla mia. Gli ho voluto molto bene, ho sofferto tanto per lui...ma per me è stato semplice lasciarlo andare, semplice ricominciare a vivere...orma mi sembra impossibile fare altrettanto.
Mi guardo indietro e vedo una porta chiusa. Mi guardo ai lati....altre porte sbarrate. Di fronte a me solo una enorme montagna oscura...e forse altre porte chiuse dietro di essa.
Ho paura...paura di restare sola. Paura di avere tanto da dare..e di non avere nessuno a cui donarlo. Nessuno che il mio cuore riconosca come suo.
Tristemente devo ammettere che quella stella...lassù...non risplendeva per me. E che non esiste l'altra metà del mio cielo. Non in questa terra. Non sotto questo cielo.

L'amore vero...eterno...non è per me.

Devo cominciare a farmene una ragione. Dopo più di due anni...è il caso che cominci.

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 13:16
Sogna con me... commenti (12)


24/02/2007

..so chi sei vicino al mio cuor
ogn'or sei tu..

Erano un po' di giorni che sognavo di scrivere un pensiero un po' particolare, un qualcosa che ricordasse a voi..e soprattutto a me..che significa "sognare per il semplice gusto di farlo", solo per star sereni qualche minuto in più. Pensavo e mi son detta..perdincibacco (bella eh?)!! Ma io ho sognato tanto nella mia vita, sono una delle poche Dame che può vantare di aver la corona d'alloro dei sogni (..laurearsi sul mondo più magico che c'è...qualche pregio deve pur averlo, no?)..e allora sì, per un giorno ancora...voglio sognare e far sognare...

..il mondo è mio,
è sorprendente accanto a te..

Le principesse. Perchè loro? Perchè non i piccoli animaletti dei boschi o i caratteristi comici? Perchè questo io sono, un po' di quella, un po' di quell'altra...indomita quando serve, dolce e romantica, una gran testa dura, un cuore che pulsa e che soffre, ora più che mai....

..come vorrei poter uscir fuori dall'acqua
che pagherei per stare un po' sdraiata al sole..

Un animo capace di incantare. Questo vorrei avere. Se mi chiedessero qual è il mio più grande sogno direi proprio questo: avere un carisma tale da attrarre le persone come il magico suono di cetra antica, non già per bellezza, ma per grazia del cuore, dell'intelletto e dell'anima che vibra dentro di me. Non sarebbe bello se le persone ci amassero per sempre per questo dono? Che non andassero più via, ma indissolubilmente restassero legate al nostro animo, con catena eterna seppur invisibile?

...che dolce sognar e lasciarsi cullar
nell'incanto della notte...

Che gran cosa, sognare....ti sembra quasi di toccare l'invisibile per renderlo tangibile, vivo, pulsante..ma alla fine - ahimè - tutto è e nulla è...solo un sogno, un'immagine onirica che prende forma tra le nebbie del tempo e ti resta nell'animo, laddove nessuno può raggiungerla e scacciarla via.

..oggi non ho che un canto
canto solo per te..

Che meraviglia..sogni che si uniscono alla realtà, la verità che danza e canta con le immagini della mente. E io qui a scrivere di non so più che cosa, ma con il solo desiderio di farlo, per far fuoriuscire quello che non saprei mai dire a voce.

..ma, io sto sognando
è il momento che amo più perchè
lei si sta innamorando
e tra poco scoprirà che lui è il suo re..

Bella. Fuori e dentro. E sapete perchè? Perchè è l'unica che ha saputo guardare oltre..ed innamorarsi di quell'oltre. Perchè dopotutto.....chi avrebbe mai potuto amare una Bestia?

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 15:31
Sogna con me... commenti (1)


24/02/2007

..tu eri tutto quello che ero… tu eri tutto quello in cui credevo…. A volte non ho parole, ma so che vivi ancora dentro me. Ed è una sensazione strana, come l’aria innocente che mi sfiora. Ho la sensazione che tutto quello che è stato… non potrà mai morire…
Forse sono solo sensazioni, o piccole illusioni, ma in questi momenti, l’anima sembra uscire dal corpo e parlare da sé. Come se ci fosse un'altra vita oltre questa terra e i nostri nomi fossero scritti ancora nel cielo...vicini. Forse sarà un immagine che apparirà solo nei miei sogni, ma per quanto essi possano essere irreali, non mi potranno mai abbandonare… perché mi appartengono… come tu sei stato parte della mia vita…. veramente… profondamente… intensamente…
Alcune melodie mi fanno sentire leggera, mi fanno tornare indietro nel tempo, in quei momenti in cui i nostri sguardi si incrociavano, si perdevano, e mi danno la sensazione di avere alle spalle qualcosa di troppo importante. Ricordi, immagini, che stanno scivolando via. Ma nulla si può cancellare, per quanto si possa diventare forti, per quanto si possa combattere contro i sentimenti, questi rimarranno sempre nascosti nel profondo di me stessa. E se ogni tanto dai miei occhi scenderà una lacrima, sarà il ricordo di qualcosa che è stato veramente speciale….
Forse nuove emozioni, nuovi volti, entreranno nel mio cuore… ma sarà una dura lotta con me stessa accettare la tua assenza. Accettare questa nuova vita.
Mi sento come un fiore calpestato che deve rinascere. Ho bisogno di luce, ho bisogno di amore. Come quella luce che vedevo in te, in noi. Quella luce che vedevo anche solo guardando il cielo, o in una foglia che cadeva soffice da un ramo, quella luce che era per me la bellezza della vita, la gioia di vivere…. Quando mi sentivo viva solo per il semplice fatto di respirare la tua stessa aria.
Quanto ero fiera di noi…. Ma ora parole, sguardi sembrano fuggire via. Tanti passi fatti su una strada. Eravamo saliti in alto, vero? Ed ora mi sento come nel fondo di un burrone… come una conchiglia persa nel mare… ma un giorno mi rialzerò in piedi, e ritornerò a brillare.
Non so quando questo avverrà, ma spero di trovare una persona per cui essere veramente speciale. Vado fiera di me stessa, per quello che sono, per quello in cui credo. Vado fiera di avere un cuore grande, vado fiera di emozionarmi con una poesia, vado fiera di piangere per una canzone. Vado fiera di essere cosi sensibile, e di credere nell’amore più di ogni altra cosa al mondo.
Mi chiedo perché le cose belle debbano sempre finire… Come sono brutti i rimpianti… è come avere qualcosa che brucia dentro eternamente…. Convivo con la gioia e con il dolore… come il buio e la luce… come il giorno e la notte… la mia vita sarà sempre un’alternarsi di questo..

E' strano per me tornare a scrivere di sentimenti ed emozioni....in questo periodo cerco di tenermene abbastanza alla larga perchè il cuore fa ancora troppo male. Non voglio, non posso essere romantica se ho ancora un grave peso sull'anima...eppure si vede che sta per arrivare la primavera, sento la lieve brezza che lambisce le mie guance e la penna...sì la penna...ha cominciato a scriver da sola, come mossa da fattore esterno e più forte di me.
Forse è semplicemnete giunta l'ora che mi lasci andare.....

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 10:18
Sogna con me... commenti (3)


23/02/2007

Vorrei sapere perchè con una casa di 14 stanze non riesco a trovare un posto per stare in solitudine con i miei pensieri, per poter ascoltare la musica che piace a me, per poter leggere liberamente, per poter scrivere, scrivere, scrivere.....meno male che nel fine settimana rimarrò praticamente da sola! E poi sfido chiunque a chiedersi perchè mi rifugio alla Corte...tzè!

..quello almeno è il mio mondo, solo mio..

Comunque. Pomeriggio letterario, questo. Ho preso contatti con alcuni editori e con molti scrittori emergenti o meno. Bell'esperienza, spero di poter partecipare ad un concorso letterario a Milano che mi hanno proposto oggi..certo, dovrei terminare "Il Calice" per novembre 2007...e se qui continuano a rompere poco potrò fare. Ma ce la metto tutta.

..che si stia finalmente aprendo il mio tanto sospirato portone?

Nei sotterranei

 

Luc aveva camminato tra la nuda pietra per molto, perdendo quasi il senso del tempo. Ampi cunicoli si erano aperti dinnanzi a lui da quando aveva varcato il passaggio nella Cappella, ma era certo di aver imboccato sempre la strada giusta grazie – dovette ammettere con se stesso – alla sua antica esperienza da scudiero templare.

Ogni via, infatti, era segnata, un occhio attento che avesse saputo cosa cercare non avrebbe tardato ad accorgersene: oggetti senza alcuna importanza, sparsi qui e là, come dimenticati, erano segnalatori della strada da percorrere, guide inanimate e senza tempo che ancor mostravano la loro verità a chi avesse voluto ascoltarla.

Se non avesse saputo leggere quei segnali avrebbe corso il rischio di vagare senza scampo nelle viscere della terra, pensò con una morsa al cuore. Anche in quella nera notte di sette anni prima, la sua fuga era stata facilitata da quelle inanimate guide: una moneta, due legni sovrapposti a mo’ di croce, una pietra erano stati – anche se solo per pochi momenti – sinonimo di salvezza per lui ed i suoi compagni.

Ma qualcuno aveva rivelato il loro piano di fuga: c’era Nogaret ad aspettarli al varco…Scosse il capo, non doveva, non voleva pensarci. Dopotutto era stato meglio così.

Il Signore aveva voluto salvarlo da quell’ignobile eresia prima che fosse troppo tardi per porci rimedio. Prima che fosse troppo tardi…

Ora si trovava in nere catacombe, ultimi simulacri di valenti cavalieri e antiche gesta.

L’aria si era rarefatta man mano che proseguiva la sua discesa nelle viscere della terra, ma prima o poi avrebbe respirato di nuovo a pieni polmoni, poiché presto sarebbe cominciata una lenta ma inesorabile risalita.

Nel silenzio che l’avvolgeva udì un rumore, come di passi in lontananza. Istintivamente Luc portò la mano alla spada e contrasse i muscoli di braccia e gambe, senza emettere fiato.

Chi poteva conoscere quel passaggio? Chi poteva vagare nella notte nei sotterranei del Monastero?

Scosse il capo. Forse si trattava solo di un qualche animale che aveva fatto – nel tempo – di quelle nere catacombe la propria tana.

Ancora passi. Passi umani, ne era certo. E di lontano una luce, a rischiarare quella pesante oscurità. Poi una voce parlò, fendendo il silenzio come una lama tagliente.

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 18:49
Sogna con me... commenti (1)


23/02/2007

Ok, ok, non ho mantenuto la promessa, ma ieri pomeriggio e ieri sera ho avuto altro da fare...mi perdonerete, spero....mi faccio perdonare subito, va bene? Ecco qui di seguito la fine del capitolo precedente..poi nel pomeriggio vi posterò il capitolo nuovo...si entra nel vivo della vicenda! Ho sognato paradossalmente stanotte un bel "colpo di coda", un qualcosa che originariamente nella mia storia non c'era....ma che ha preso forma tra le braccia di Morfeo (..che per i miei racconti è sempre il miglior consigliere..).
Ah...volete sapere come sto? Non vorrei dirlo per evitare che si dissolvesse tutto in una bolla di sapone..ma sarà che c'è il sole, sarà che scrivo come un treno stamattina e che mi sento particolarmente ispirata, e che un abbraccio vale più di mille parole...beh...non sono felice ma serena sì!

Speriamo che duri....la giornata non porta a nulla di buono, soprattutto sul fare della serata...ma adesso - francamente - non ci voglio pensare.

Per dare un filo logico a tutto vi ho postato l'intero capitolo, anche la prima parte che avevo già pubblicato nei giorni scorsi...Buona lettura!

***

Al Monastero, in quei medesimi istanti

Mirabelle attese pazientemente che tutte le candele del lungo corridoio fossero state spente. Trattenne il respiro. Aveva molta paura, ma questa sensazione anziché bloccarla la spinse a muoversi sempre più in fretta.

Piano uscì fuori dalla sua cella. Intorno a lei non c’era alcun rumore. Conosceva a memoria la strada che l’avrebbe portata allo scriptorium, per cui non ebbe alcuna difficoltà a raggiungerlo al buio.

Pregò con tutta se stessa che la pesante porta di legno fosse aperta come era d’uso di giorno, ma non ne era certa: se così non fosse stato – si disse – la sua avventura sarebbe finita ancor prima di cominciare e le mille domande che le si accavallavano in mente sarebbero rimaste senza un’adeguata risposta.

Ma era la sua notte fortunata. La serratura scattò senza problemi e la fanciulla trasse un profondo respiro: dopotutto nessuna delle consorelle avrebbe mai immaginato che una delle educande avrebbe avuto l’ardire di girovagare per il monastero da sola, di notte, soprattutto dopo gli ultimi avvenimenti, culminati con la morte di Marie.

Mirabelle rabbrividì. La notte era fredda e buia. Piano, facendo molta attenzione a che il portale non cigolasse sui cardini, entrò nell’ampia sala che aveva accolto – silente – gli ultimi pensieri della principessa morente.

Lo scriptorium era stranamente illuminato. Non mille candele a render certi i passi di chi l’attraversava, quasi piuttosto una dimenticanza da parte di qualche conversa sbadata.

“E’ come se le candele fossero state lasciate accese per un qualche motivo” – mormorò quasi tra sè Mirabelle.

Ma quale poteva essere la spiegazione a cotanta stranezza? Forse la Badessa amava tornare in quel luogo durante la notte, pensò tremando, e istintivamente volse lo sguardo verso la porta che, pochi istanti prima, aveva rinchiuso alle sue spalle.

Ancora nessun rumore. E nessun volto ad incuterle timore.

Sospirando prese a guardarsi intorno. Non sapeva perché si fosse convinta che nello scriptorium si celasse la risposta alle sue domande, ma sentiva che non era molto lontana dalla verità.

Il luogo in cui si trovava era ampio e scarsamente illuminato. Al centro della sala c’erano poche file di sedili, accostati ai tavoli da lavoro per amanuensi ed incisori, mentre al muro – per tre lati del suo perimetro – vi erano ampie scaffalature piene di codici miniati provenienti da ogni dove.

Ma non fu quella magnificenza a destare l’attenzione della fanciulla. Piano, come in trance, si avviò verso il quarto lato della sala, quasi completamente occupato da un rosone finemente ornato che aveva funzione di finestra.

Strano. Aveva potuto vedere – il giorno del suo arrivo al Monastero – la piccola Marie che la osservava da quella stessa finestra, lo ricordava bene. Aveva spesso rivolto il suo sguardo allo scriptorium dalla sua posizione privilegiata nella serra, soprattutto dopo che la figlia del re era morta e Arcadia l’aveva lasciata sola ai suoi pensieri, eppure solo ora si rendeva conto delle incisioni tra le vetrate.

Con una mano sfiorò le finiture e fece un passo avanti. Poi sorrise di tanto ingegno.

Non avrebbe mai potuto rendersi conto che si trattava di un rosone: le immagini – ora le vedeva bene – si riflettevano, grazie alla luce, solo all’interno della sala e non lasciavano trasparire la loro antica storia anche all’esterno.

Mirabelle cominciò ad osservare le immagini che ora si stagliavano nitide davanti ai suoi occhi. La rosa era composta – nel cerchio esterno – da raffigurazioni di varia natura e tradizione, mostranti in sequenza un cardellino, una fenice, una pianta d’aquilegia, una Cavaliere, un monte, un vaso, un libro e un Drago, inusuali anche per un occhio inesperto come il suo: in passato aveva visitato alcune Chiese di campagna, intorno alla tenuta di Gisors, certo non le alte Cattedrali di Parigi, ma mai i suoi occhi avevano potuto vedere soggetti così multiformi, soprattutto per un Monastero di così chiara fama. 

La rosa centrale, invece, appariva di più facile comprensione, con le sue immagini raffiguranti le stazioni della Via della Croce: al centro, punto di inizio e di fine della spirale, il Calice dell’Ultima Cena, usato dal Signore per dividere il vino con i propri Discepoli e, secondo tradizione, ultima destinazione del Suo prezioso Sangue, raccolto da Giuseppe d’Arimatea dal Sacro Legno della Croce.

Mirabelle si sforzò di mettere a fuoco tutti i particolari di quella meraviglia d’arte e di colore, ma il vetro centrale, per quanto tentasse, non risultava ben visibile. Per poterlo osservare meglio, la fanciulla si sporse alla sua sinistra per trarre a sé uno dei candelieri ancorati al muro, ma ad un tratto un rumore la fece sobbalzare: non appena le sue mani avevano toccato il candelabro e la rosa centrale era stata completamente illuminata, un meccanismo era scattato nel muro alle sue spalle e quella che ella credeva essere un’antica e polverosa scaffalatura si rivelò come l’apertura di un passaggio.

A stento Mirabelle represse un urlo: che stregoneria era mai quella?

Solo nelle fiabe della sua fanciullezza le era stato narrato di passaggi segreti, nascondigli nelle mura, stanze nascoste: ma quella che le si apriva dinnanzi agli occhi non era fantasia bensì realtà!

Sperò con tutto il cuore che nessuno, nel Monastero, avesse udito il meccanismo scattare: se Suor Helene o, peggio, la Badessa avessero intuito quello che stava avvenendo in quegli istanti nello scriptorium sarebbe stata aspramente punita.

O uccisa, le disse una sinistra voce nella sua testa.

Chiuse gli occhi e scosse con veemenza il capo. Che fantasie erano quelle! Certo, c’era una vena di crudeltà in alcuni atteggiamenti delle Sorelle della Divina Croce, questo lo ammetteva, ma arrivare fino al punto di uccidere…no, esse non potevano giungere fino a un così alto grado di efferatezza!

Eppure Marie era stata ritrovata in quel luogo, morta. Forse anche la principessa aveva scoperto l’apertura nel muro, continuò imperterrita la voce nella sua testa.

Stranamente tutto aveva un senso. Un senso terribile.

Mirabelle guardò l’ingresso nella parete, l’imboccatura che dava su una ripida scalinata di pietra che discendeva in una oscurità senza fondo.

Deglutì a fatica, la risposta alle sue mille domande si celava lì dentro, lo sentiva.

Respirò piano per controllare i battiti del proprio cuore, aveva paura ma doveva tentare: facendosi forza, dopo aver preso con mano inferma una lucerna dal candelabro, varcò l’apertura e prese a scendere le scale.

¸.•**•.¸Narrato da Jauja, la Dama Bianca¸.•**•.¸

alle 11:13
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